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Siti web personalizzatirealizzati con CMS Il CMS è un sistema che permette l'aggiornamento di ogni parte del sito in totale autonomia da parte del cliente finale. Si può per esempio creare una sezione dedicata alle news e aggiornare solo gli articoli relativi a quella sezione. Oppure decidere di cambiare la veste grafica al sito ogni mese o modificare la posizione dei moduli ad ogni schermata. I siti basati su questa tecnologia sono i più moderni e utilizzano le più nuove tecnologie di sviluppo a disposizione. Read the Full Story
Le esigenze personalizzateNei gestionali web-based Per gestire le procedure interne, è necessario disporre di un software gestionale aziendale. Quando le procedure sono molto personalizzate sull'azienda, è conveniente sviluppare l'applicazione gestionale internamente. Se l'applicazione è web non sarà necessaria alcuna installazione sui client e sarà possibile accedervi anche tramite internet Read the Full Story
Il miglior sistema di gestione dei clienti:Il CRM Il CRM (Customer Relationship Management)  rappresenta una categoria di applicativi mirati a gestire le relazioni con i clienti. Implementiamo un sistema web-based che aggiunge anche il vantaggio di consultazione tramite internet. In questa maniera è possibile consultare lo stato del parco clienti e recuperarne le informazioni anche in movimento tramite smartphone. Read the Full Story
la prossima generazionedel web-GIS Pubblicare i dati geografici sul web e permettere un'interazione differenziata a seconda dell'utilizzatore non è mai stato così facile. Le nostre applicazioni permettono nello stesso tempo l'elaborazione dei dati da illimitate postazioni e la pubblicazione delle informazioni (anche parziali) direttamente sul sito internet istituzionale. Read the Full Story

MA anche..

Gestione personale e controllo accessi

Installazione, formazione e assistenza su software e hardware di rilevazione presenze, gestione del personale e controllo accessi.

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Nuove tecnologie


Le nostre applicazioni utilizzano le ultime tecnologie per la programmazione in maniera da sfruttare al massimo le prestazioni a disposizione degli utilizzatori.

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L'assistenza non può aspettare! Questo è il nostro motto e i nostri clienti in tutta Italia già lo sanno.

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La proliferazione dei browser non è un problema. Garantiamo il funzionamento delle nostre applicazioni per tutti i tipi di browser (internet explorer, google chrome, firefox..)

L'apparenza non inganna!


La nostra offerta per le varie applicazioni copre anche l'aspetto grafico. Realizziamo studi tramite i migliori programmi di grafica vettoriale e li proponiamo ai nostri clienti per una loro approvazione. Non solo siti ma anche loghi e look delle applicazioni GIS e gestionali.

diventare-fan-di-cose-stupideNon ho facebook. Un modo abbreviato per dire che non ho mai avuto un mio profilo nel più grande e diffuso social network del pianeta. Non mi ha mai interessato, nemmeno nelle sue prime ore, quando alcuni amici dagli States mi mandavano, probabilmente a loro insaputa, gli inviti a partecipare a questa comunità, che a me ricordava l'album delle fotografie che si distruiva nell'ultimo anno del liceo (e che non ho comprato nemmeno allora!).

Mi ha sempre incuriosito il fenomeno "facebook". La collettivizzazione delle idee e la spinta da parte della maggioranza di voler comunicare a tutti il proprio stato d'animo, o i particolari insignificanti delle proprie esistenze senza differenzazione dei rapporti: si poteva comunicare la nascita di un nuovo sentimento a tutti: dai tuoi figli all'amico dell'amico che nemmeno conoscevi. Mi sono sempre domandato che cosa poteva spingere la persona a scrivere certe cose. In fondo, con la diffusione della normativa sulla privacy, tutti sembravano in preda alla fobia collettiva di non comunicare niente di sè a nessuno. Guai a diffondere il proprio numero di telefono sull'elenco telefonico; guai a ricevere un volantino a casa senza autorizzazione, o a ricevere una email dopo aver visitato un sito internet magari lasciando i propri dati..

Eppure su Facebook tutto è sempre stato possibile, in nome della "democrazia di internet". Ma è proprio così? E' vero che facebook è democratico? Non si direbbe a giudicare dall'articolo di Marshable rilanciato da Internazionale sulla nascita dell'oligarchia di Facebook a seguito dell'abolizione del giudizio degli utenti sui cambiamenti delle regole, soprattutto quelle relative alla privacy (http://www.internazionale.it/news/tecnologia/2012/11/22/la-fine-della-democrazia-su-facebook/).

Sarà anche per questo che Facebook comincia a conoscere i primi rallentamenti anche in Italia, dopo l'emorraggia di utenti registrata in paesi più informaticamente evoluti come Stati Uniti e Inghilterra. Ma per rilanciare il numero di utenti, il social per eccellenza apre ai minorenni, eliminando molte delle limitazioni relative ai loro account (http://it.finance.yahoo.com/notizie/facebook-cambia-policy-scende-a-13-anni-il-limite-per-i-post-pubblici-165656331.html).

***

Nonostante tutto questo, milioni di utenti continuano a usare Facebook.

Per quanto mi riguarda, questa è una conferma della diffusione della stupidità: FB crea dipendenza ma pochi la ammettono e cercano di sconfiggerla. Anzi, nella maggior parte dei casi, si giustifica l'uso del social network con motivazioni davvero "sociali" quanto "inutili", come la scusa di rimanere in contatto con amici delle elementari, senza considerare i motivi che hanno portato al distacco. I motivi reali sono nella necessità di essere visti per sentirsi "vivi". Non sono tanto i post a dare dipendenza, quanto i "mi piace" o i commenti che ricevono.

In quel mondo non democratico, gli utenti diventano lo specchio di una società che sta diventando sempre più "stupida".

Un bell'articolo in proposito è stato pubblicato qualche mese fa dall'espresso: http://espresso.repubblica.it/visioni/tecnologia/2012/07/11/news/facebook-rende-stupidi-1.44891

Per tutte le ragioni elencate dall'articolo, e perchè preferisco rimanere libero in un mondo libero, per tutti questi motivi io non mi sono mai iscritto a facebook. Adesso mi è chiaro.

..Non sono mica stupido!

ogdLa conferenza dell'associazione OpenGeoData Italia che si è svolta a Roma il 28 febbraio scorso era intitolata "Istruzioni per l'uso" e non poteva essere diversamente visto che si trattava della prima edizione di un evento che è destinato a ripetersi ogni anno.
La manifestazione ha suscitato notevole interesse: 500 persone presenti nella sala del Centro Congressi Frentani di Roma e un altro centinaio collegato in streaming web tenendo anche presente la specificità dell'argomento e le numerose iniziative che trattano gli stessi temi di cui abbiamo parlato anche noi in questo blog.

Che si trattasse di qualcosa di interessante lo si poteva capire già dal ricco programma e dagli ospiti previsti, che non hanno deluso le attese.

Gli spunti di riflessione sono stati tanti e ben organizzati, partendo dagli interventi relativi all'opendata "virtuoso" raccontato dai rappresentanti delle pubbliche amministrazioni (dall'Agenzia per l'Italia Digitale, Forum PA alla Regione Liguria) e Martin Koppenhoefer per OpenStreetMap. Si è proceduto con una presentazione dei servizi di download e sul diritto di riutilizzo degli opendata messi a disposizione. A mio parere molto interessanti sono stati gli interventi di Ernesto Bellisario, dell'associazine Agorà Digitale e di Andrea Borruso, della redazione del blog TANTO (un punto di riferimento per chi si ocupa di GIS). A seguire si è parlato del riuso degli open data (in cui mi è piaciuto l'intervento di Maurizio Napolitano, portavoce Open Knowledge Foundation) e una testimonianza dall'estero, con l'intervento di Romain Buchaut di Crige Paca, il centro regionale dell'informazione geografica delle regioni della Provenza, Alpi e Costa Azzurra.

Il pomeriggio è stato dedicato alle Aziende, con gli interventi di rappresentanti dei maggiori prodotti utilizzati nel settore che hanno raccontato alla platea le potenzialità delle loro applicazioni. Questa, forse anche complice la stanchezza, è stata la parte meno interessante, perchè ho avuto l'impressione che gli interventi si riptessero e fossero fuori del tema dell'OpenData e della loro applicazione.

La cronaca dettagliata degli interventi è raccontata nel sito dell'associazione da cui è possibile scaricare tutte le presentazioni della conferenza.

In queste pagine mi limiterò a commentare, nel tempo, gli interventi che mi hanno interessato maggiormente. Il primo è stato senza dubbio quello di Martin Koppenhoefer, rappresentante in Italia di OpenStreeMap, il progetto di Mappa "social", costruito dalla comunità. Senza scendere nei dettagli tecnici degli argomenti affrontati per i quali è sufficiente darsi un giro proprio sul sito del progetto (http://www.openstreetmap.org/) vorrei condividere con voi il modo con cui sono stati trasmessi a "tecnici" (la platea era molto competente sugli argomenti trattati) le indicazioni su come utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal progetto.

Infine un'ultima considerazione: La prima conferenza di Opengeodata non passerà inosservata. E' stata diversa dalle tante che si vedono in giro per l'Italia, che si assomigliano un po' tutte, ma che spesso si riducono ad una sfida con la pubblica amministrazione per avere i dati. Come dire: o me li dai, o me li prendo. Citando Chrome.. "roba da smantettoni". Ma il modo peggiore per ottenere qualcosa. La conferenza ha avuto un altro approccio: ha mostrato le PA vituose, gli esempi, la facilità e il basso costo necessario per rendere "open" i dati, ottemperando alla normativa vigente!

Sono convinto della validità di questo approccio.. per ottenere non c'è bisogno di rubare, basta chiedere!

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