La fine dell'anno è sempre l'occasione per fare i bilanci. Con l'avvento dei social network, è oramai prassi aspettare le varie classifiche che segnano l'utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione. La curiosità fa diventare notizia la classifica dei video più cliccati su youtube, o gli argomenti più "caldi" di Facebook o di Twitter.
La top ten che mi ha colpito di più è quella dei posti più fotografati dagli utenti di instagram, il fotosocial di Facebook. I paesi emergenti avanzano nei soggetti, che però sembrano rappresentare più una decadenza che un'ascesa. Nelle prime due posizioni troviamo Bangkok, con il suo aeroporto e uno dei suoi centri commerciali.. Podio per il parco dei divertimenti della Disney in California, e poi a seguire Times Square di NY, l'AT&T Park di San Francisco e l'aeroporto di Los Angeles.
In un precedente articolo di questo sito, si parlava del sistema di elaborazione che permetteva di capire l'umore di una nazione a giudicare dai post di facebook. Che cosa si dovrebbe dedurre osservando i soggetti fotografati di Instagram? Non sono tanto le location a lasciarmi perplesso. Anzi, l'idea di non avere cartoline, mi sembra anche qualcosa di positivo.. Solo che quelle della top ten mi ricordano le passeggiate dei centri commerciali, unico sfogo della monotonia.
L'omologazione rende tutti uguali...e noiosi. E i social network, Facebook per primo, sembrano agevolare proprio quest'aspetto della globalizzazione: le bacheche sembrano tutte dello stesso utente, con le loro foto a tavola o le frasi di quelle da finale di film. Instagram non è diverso: gli utenti hanno l'impressione di fare dei capolavori.. originalissimi grazie ad un filtro giallo, che però è lo stesso per tutti!
Che nostalgia per le foto "naturalmente" ingiallite dei nostri genitori, anche per quelle di fronte al Colosseo, o alla torre Eiffel. Istanti che vale ancora la pena di ricordare, soprattutto adesso, per aiutarci a dimenticare quelle del nostro presente "social" (a tinte gialle).

A differenza di quanto si pensasse solo qualche anno fa, il nostro cervello è un organo in continuo mutamento e si adatta all'ambiente che lo circonda.